Come affrontare un colloquio di lavoro nel modo giusto

Hai appena ricevuto una chiamata dal responsabile delle risorse umane per quella posizione che tanto desideravi ma ora ti tremano le gambe al solo pensiero di affrontare il colloquio e lo stress piano piano sta salendo? Non preoccuparti, si tratta di una situazione che accomuna molte persone e che è più frequente di quello che si pensi.

Affrontare il colloquio di lavoro, però, è obbligatorio per ricoprire un ruolo all’interno di un’azienda o di un’organizzazione. D’altronde, nessuno di noi assumerebbe una persona senza averla prima conosciuta e senza avere informazioni sulle proprie competenze lavorative.

In questo articolo vedremo alcuni utili consigli per sostenere il colloquio di lavoro in modo tale da fare bella figura e avere maggiori probabilità di essere assunti. Tuttavia, è bene sottolineare che ci sono vari fattori che potrebbero far propendere la scelta del recruiter verso un’altra persona anche se il colloquio è andato abbastanza bene. Dunque, è bene non abbattersi sia se si è fatta buona impressione sia se, invece, si sarebbe potuto fare meglio.

Pronto a scoprire come fare bene un colloquio di lavoro, allora partiamo!

Reperire informazioni sull’azienda

Il primo passo per affrontare il colloquio di lavoro con il piede giusto consiste nel cercare il maggior numero di informazioni possibili sull’azienda con cui si sta entrando in contatto. Così facendo, si mostrerà al selezionatore di essere realmente interessati alla posizione e che si è speso del tempo per conoscere, ancora prima del colloquio, l’azienda. Il recruiter è molto probabile che chieda se ci si è informati un pochino sull’impresa nella quale si vuol essere assunti e una risposta negativa potrebbe infastidire il selezionatore.

Rispetto alle epoche passate, oggi informarsi su un’azienda è decisamente più facile e si hanno a disposizione maggiori strumenti per approfondirla in tutti i suoi aspetti. Ad esempio, è possibile visitare il sito web per leggere nel dettaglio di cosa si occupa l’azienda, cosa si impegnano a fare e in cosa credono. Oppure, si possono studiare i loro social per osservare come comunicano e cosa dicono le persone che si sono interfacciate con l’azienda.

Sempre nell’ottica di essere preparati ad affrontare il colloquio, è una buona pratica quella di studiarsi l’annuncio che la ditta ha redatto. Tale azione serve a capire di cosa ha bisogno l’azienda e, soprattutto, è possibile farsi  un’idea delle domande che il recruiter potrebbe fare e pensare a delle eventuali risposte.

Vestirsi in maniera adeguata

“L’abito non fa il monaco” è una frase che viene spesso ripetuta in diversi contesti ma che spesso non si rivela vera. A farsi una prima impressione di chi si ha di fronte contribuisce anche l’abbigliamento scelto. È un dato di fatto.

In sede di colloquio, l’intervistato dovrà optare per dei vestiti in linea con quello che è l’abbigliamento più comune tra le persone che già lavorano all’interno dell’azienda. Tale consiglio si collega evidentemente con quello dato in precedenza e relativo all’approfondimento dell’impresa in cui si vuole essere assunti.

Un aspetto spesso sottovalutato, ma che invece potrebbe aiutare ad allentare la tensione da colloquio, è la scelta del tessuto per non sudare. Diverse persone potrebbero vedere comparire sul proprio corpo, in particolare nelle ascelle o sulla fronte, delle fastidiose goccioline di sudore. Con dei vestiti più leggeri, al contrario, è possibile tenere alla larga la sudorazione e sentirsi più sicuri oltre a nascondere quella fisiologica tensione nell’affrontare il colloquio.

In alternativa, per impedire al sudore di impossessarsi del proprio corpo è possibile utilizzare gli antitraspiranti di Perspirex che vanno a bloccare l’azione delle ghiandole sudoripare.

Per quel che riguarda gli accessori, vale sempre il consiglio di indossarli se se ne ha il piacere, senza però esagerare. D’altra parte, sebbene l’abbigliamento sia preso in considerazione, sono pur sempre le competenze messe in campo a fare la differenza in un colloquio di lavoro.

Essere puntuali

Quando si parla di essere puntuali, purtroppo, molte persone pensano di doversi presentare sul luogo in cui si terrà il colloquio mezz’ora prima se non di più. Assolutamente sbagliato! Arrivando con un largo anticipo si darà al recruiter l’impressione di essere una persona ansiosa, che non sa gestire con la giusta tranquillità le varie situazioni, e, soprattutto, di non rispettare le task (in questo caso l’orario) assegnate.

Dunque, il buon senso vuole che la persona che sta cercando lavoro arrivi circa 5-10 minuti prima dell’orario prestabilito ed, evidentemente, non si presenti in ritardo neanche di un minuto perchè quello sarebbe il primo segnale di una persona poco professionale.

Rispondere adeguatamente alla domanda “parlami di te”

Nella maggioranza dei casi, il colloquio inizia con la fatidica domanda che serve alla persona che si ha davanti per ottenere un quadro generale delle competenze e delle conoscenze del soggetto. 

La domanda “parlami di te” può sembrare molto generica ma è unicamente funzionale a ottenere dettagli sulla carriera accademica e lavorativa (se ce n’è stata una fino a quel momento) di colui o colei che sta sostenendo il colloquio. Per questa ragione, non avrà alcun senso iniziare a parlare dei propri hobby o delle proprie soft skills.

Discutere del percorso di studi, sottolineando magari il tema della tesi se correlato al lavoro per cui ci si sta candidando, è un ottimo modo per enfatizzare come si possiedano le conoscenze necessarie per uno specifico lavoro.

Si dovrà sottolineare ogni esperienza lavorativa, concentrandosi su quelle affini alla posizione che si vuole ricoprire e per cui si sta facendo il colloquio. Ciò permetterà al recruiter di comprendere come il soggetto abbia esperienza in quel campo e, come sappiamo, le esperienze pregresse fanno spesso la differenza in positivo.

Ricordarsi di sorridere

Potrà sembrare scontato, ma sorridere durante il colloquio e dimostrarsi una persona solare sarà un segnale positivo per il responsabile delle risorse umane. Infatti, nessuna ditta vorrebbe inserire all’interno del proprio team delle persone che vanno a rovinare l’ambiente lavorativo a causa del loro carattere scontroso e poco incline alla socializzazione.

Se si dovessero incontrare altri componenti dell’ufficio, bisognerà salutarli in modo cordiale e con il sorriso in bocca. In questo modo si darà immediatamente un’immagine di sé gentile e amichevole e, inoltre, così facendo si stempererà la tensione.

Curare la comunicazione non verbale

Oltre a quello che viene detto, anche i movimenti, la mimica facciale e tutto ciò che riguarda la comunicazione non verbale assume un ruolo cruciale nella determinazione del successo o dell’insuccesso in sede di colloquio lavorativo.

Guardare negli occhi il selezionatore farà percepire a quest’ultimo un senso di sicurezza da parte dell’intervistato. Al contrario, giocherellare con le mani o con degli oggetti è un chiaro segnale di come la persona sia nervosa e ansiosa mentre sta parlando, così come incrociare le braccia sarà interpretato come una chiusura da parte di chi sta sostenendo il colloquio.

Anche la stretta di mano può “dire” molto di una persona e per questo motivo deve essere decisa, ma senza però metterci troppa forza.

In generale, il consiglio è quello di apparire il più possibile naturali e mostrarsi come calmi e tranquilli. Il mondo del lavoro è pieno di situazioni stressanti che mettono a dura prova le capacità di mantenere il sangue freddo e rilassarsi e se ci si agita già dal colloquio, non si fa una bella figura.

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